A cura della Redazione.
La Corte di Cassazione, con recente ordinanza del 2026, ha ribadito che nelle decisioni in materia di affidamento dei figli il criterio guida resta esclusivamente l’interesse concreto del minore, da valutarsi caso per caso, senza automatismi.
Il caso
Nel contesto di una separazione conflittuale, uno dei genitori chiedeva l’affidamento esclusivo dei figli minori, sostenendo l’inadeguatezza dell’altro genitore nella gestione quotidiana.
Il giudice di merito disponeva invece l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso uno dei due genitori.
La decisione veniva impugnata.
La decisione della Cassazione
La Corte conferma la decisione, affermando che:
- l’affidamento condiviso rappresenta la regola generale
- l’affidamento esclusivo costituisce eccezione
- deve essere dimostrata una concreta inidoneità genitoriale
La Cassazione chiarisce inoltre che:
- il conflitto tra genitori non è sufficiente, di per sé, a giustificare l’affidamento esclusivo
- il giudice deve valutare il benessere psicofisico del minore
- rileva la capacità di ciascun genitore di garantire stabilità e continuità
Il principio di diritto
“In materia di affidamento dei figli minori, il giudice deve adottare la soluzione più idonea a garantire l’interesse concreto del minore, privilegiando, ove possibile, il regime di affidamento condiviso.”
Osservazioni
👉 Per i genitori:
- l’affidamento esclusivo è difficile da ottenere
- è necessario dimostrare elementi concreti e gravi
👉 Nella prassi:
- il giudice privilegia la continuità affettiva
- il conflitto tra genitori non basta
Allegato
Cassazione civile, sez. I, ordinanza 2026 in tema di affidamento dei figli
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